A Genova arriva Dott: tre corse gratis per provare le nuove bici elettriche in sharing

Parte in città il servizio di noleggio delle e-bike Dott, pensate anche per affrontare le salite genovesi. Al lancio promozione con tre corse gratuite, abbonamenti validi anche a Milano e Torino e foto obbligatoria a fine noleggio per limitare le soste irregolari

A Genova arriva un nuovo operatore della mobilità condivisa. Da oggi sulle strade cittadine debutta Dott, azienda europea specializzata nella micromobilità in sharing, con una prima flotta di biciclette elettriche destinata ad aumentare progressivamente nelle prossime settimane. Per il lancio, i nuovi utenti potranno provare il servizio con tre corse gratuite inserendo nell’app il codice promozionale “CIAOZENA”.

Le bici scelte per Genova sono state configurate tenendo conto della particolare conformazione della città, dove pendenze, salite e percorsi non sempre semplici rendono il servizio più impegnativo rispetto ad altri contesti urbani. Le e-bike Dott hanno un motore da 250 watt, cambio automatico multimarcia, pedalata assistita fluida, maggiore stabilità e portatelefono con ricarica wireless integrata, una dotazione pensata soprattutto per chi usa mappe e navigazione durante gli spostamenti quotidiani.

Uno degli aspetti su cui l’azienda insiste maggiormente riguarda la sosta. Per chiudere il noleggio, l’utente dovrà caricare una foto della bici parcheggiata correttamente. Il sistema è pensato per scoraggiare l’abbandono disordinato dei mezzi su marciapiedi, attraversamenti, fermate e spazi pubblici sensibili, uno dei problemi più ricorrenti nei servizi di sharing.
«Genova è una città con una conformazione unica, che richiede soluzioni di mobilità pratiche, affidabili e adatte al territorio. Per questo introduciamo e-bike potenti, comode e semplici da usare, pensate per affrontare anche le salite e rendere più accessibili gli spostamenti quotidiani di residenti e turisti», spiega Vittorio Gattari, direttore relazioni istituzionali di Dott. La società punta anche sull’integrazione tra le città del Nord Ovest: gli abbonamenti saranno infatti utilizzabili indifferentemente a Genova, Milano e Torino, permettendo a chi si sposta tra i tre capoluoghi di usare la stessa app e lo stesso pass.
Per il Comune, l’arrivo del nuovo operatore si inserisce nella strategia di ampliamento delle alternative al mezzo privato. L’assessore alla mobilità, trasporti e rapporti sindacali Emilio Robotti sottolinea che l’evoluzione della mobilità cittadina passa da un sistema intermodale più capillare e da soluzioni tecnologicamente adatte all’orografia genovese. L’obiettivo, spiega, è offrire ai cittadini opzioni efficienti e a basso impatto ambientale, senza però trascurare il decoro e la corretta gestione dello spazio pubblico.
Il servizio è riservato ai maggiorenni. Per utilizzare le biciclette bisogna scaricare l’app Dott da App Store o Google Play, creare un profilo personale e individuare il mezzo disponibile più vicino. Ogni veicolo è dotato di un sistema di localizzazione satellitare, utile sia per prevenire i furti sia per regolare automaticamente la velocità massima nelle diverse aree e impedire la chiusura del noleggio dove la sosta non è autorizzata.
Oltre alla tariffa a consumo, l’app propone pass dedicati agli utenti abituali. Il pass da 30 minuti costa 3,49 euro ed è valido un giorno, quello da 100 minuti costa 9,99 euro ed è valido sette giorni. Sono previsti anche Pass Flex, a 0,99 euro, e Pass Pro, a 7,99 euro, che consentono viaggi illimitati di 30 minuti al prezzo fisso rispettivamente di 1,80 euro e 1,25 euro ciascuno, con sblocchi inclusi e validità di 30 giorni. È disponibile anche la funzione “corse di gruppo”, pensata per amici, famiglie o colleghi che vogliono gestire più noleggi con un solo account e un unico metodo di pagamento.
Con l’arrivo di Dott, Genova aggiunge un altro tassello alla rete della mobilità in sharing. La prova sarà ora sul campo: verificare se bici più potenti e tecnologiche riusciranno davvero a rendere il servizio appetibile anche in una città difficile per pendenze e viabilità, e se l’obbligo della foto a fine corsa basterà a contenere il problema delle soste selvagge.
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